18/7/2008



Signori, siamo nella merda

Ore 12:28, accendo la tv lascio su Studio Aperto. Dopo Beatiful è la mia droga di trash quotidiano.

Parte il servizio “Englaro”, con una differenza: leggono la lettera di Marina Garaventa. Ma non la leggono tutta, leggono SOLO questo pezzo:

nonostante io non possa più camminare, parlare, mangiare, scopare e quant’altro, amo questa schifezza di esistenza che mi è rimasta e mai ho avuto il desiderio di staccare la spina del respiratore che mi tiene in vita. Nonostante tutte le mie limitazioni, io ho una vita intensissima: scrivo su alcuni giornali locali, tengo un blog, ho un’intensa vita di relazione e, in questo periodo, sto promovendo un mio libro che narra di questa mia splendida avventura.

E chiudono il servizio, con un filmato che strappa il cuore alla dignità, con Marina che agita con le mani dei pon pon. Strappa il cuore perché visivamente fan passare Marina per una donna down in gita a Gardaland (con tutto il materiale visivo che c’è, proprio quello? ma pensa che combinazione) e strappa il cuore perché la lettera di Marina dice proprio tutto il contrario di quel che si è fatto passare.

Il servizio di Studio Aperto inizia con “Una donna che non rinuncia a lottare”. Giustissimo, peccato che messa così sembra che Marina bacchetti il padre di Eluana Englaro.
Non leggono questo passaggio della lettera:

Bottiglie d’acqua per Eluana Englaro: l’iniziatuva del Movimento per la vita, in piazza Duomo a Milano, ha avuto un ospite illustre, Giuliano Ferrara.
Bando quindi ai simbolismi di pessimo gusto di Giuliano Ferrara, stimato giornalista, e al paternalismo di Celentano, mio cantante preferito. In quanto al mio esimio concittadino, il Cardinal Bagnasco, sarebbe cosa buona e giusta che, prima di esprimersi su quest’argomento, avesse la bontà di spiegarci perché a Welby è stata negata la messa e, invece, il «benefattore» della Magliana, Renatino De Pedis, è sepolto in una nota chiesa romana.

A questo punto, però, siccome neppure a me piace fare della teoria, propongo a questi signori di prendersi un anno sabbatico e offrirlo a Eluana: passare con lei giorni e notti, lavarla, curarle le piaghe, nutrirla, farla evacuare, urinare, girarla nel letto, accarezzarla, parlarle nell’attesa di una risposta che non verrà mai. Sono disponibile anche a mettermi a disposizione per quest’esperimento ma, devo avvisare tutti che, per loro sfortuna, io sono sicuramente meno docile di Eluana e se qualcuno, chiunque sia, venisse per insegnarmi a vivere, lo manderei, senza esitazione, «affanc…».

Spero che Marina denunci Studio Aperto. Per cosa, non lo so, ma il vilipendio alla dignità ci sta tutto.

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